Sfortuna Musetti: domina Djokovic, poi si infortuna

Amarezza e sfortuna. Queste sono state le sensazioni del risveglio degli appassionati di tennis italiani dopo l’esito del match tra Lorenzo Musetti e Novak Djokovic, valido per i quarti di finale dell’Australian Open. L’azzurro, infatti, stava giocando una partita praticamente perfetta e si era portato avanti di due set, ma poi si è dovuto ritirare nel terzo set a causa di un problema fisico.
Nel primo parziale il campione serbo è partito forte facendo subito il break e portandosi sul 2-0. Il carrarino, però, ha reagito alla grande, mettendo in campo tutta la sua classe con colpi spettacolari che gli hanno consentito di pareggiare i conti e poi di fare il break del sorpasso. Chiuso il primo set sul 6-4, nel secondo il copione iniziale è stato opposto: partito meglio Musetti con il break, è stato Nole a recuperare. L’italiano però ha condotto con autorità il gioco, chiudendo il set sul 6-3.
Da lì, purtroppo, la svolta. Tra secondo e terzo set Djokovic ha chiamato il fisioterapista, ma al rientro in campo è stato proprio lui a piazzare il break. Sullo 0-40 è stato lo stesso Musetti a lasciar andare il punto, andando poi a sedersi in panchina e chiedendo il medical time out per un trattamento alla coscia. Dopo aver provato a giocare praticamente da fermo per qualche game e avendo troppo dolore, l’italiano non ha potuto fare altro se non ritirarsi. Un vero peccato, perché la semifinale sembrava davvero vicina.
In conferenza stampa, Musetti ha spiegato: “L’ho sentito all’inizio del secondo set. Sentivo che c’era qualcosa di strano nella mia gamba destra. Ho continuato a giocare, perché stavo giocando davvero bene, ma sentivo che il dolore aumentava e il problema non si risolveva. Quando ho chiesto il medical time-out, mi sono seduto e quando ho ricominciato a giocare sentivo ancora di più e il dolore diventava sempre più forte“.
Il rammarico è tanto: “Ho giocato forse una delle migliori partite della mia vita, per pesantezza e importanza della partita stessa. Credo di aver davvero messo in grande difficoltà, dal punto di vista del gioco, un giocatore che ha vinto più di tutti nella storia del tennis. E questo è sicuramente qualcosa che mi porterò a casa. Forse ripensarci mi fa ancora più arrabbiare, perché non riesco a capacitarmi di come sia arrivato questo infortunio, visto tutto il lavoro che sto facendo per preservarmi e prevenire questa mia fragilità agli infortuni”.




