Bud Spencer, 10 anni dalla morte: la storia del gigante buono che continua a conquistare milioni di fan

Dieci anni senza Bud Spencer, ma il suo ricordo è più vivo che mai. Il 27 giugno 2016 se ne andava Carlo Pedersoli, l’uomo che ha trasformato una carriera da campione di nuoto in una delle più straordinarie storie del cinema italiano. A distanza di un decennio dalla sua scomparsa, i suoi film continuano a essere trasmessi in televisione, conquistano nuove generazioni sulle piattaforme streaming e riempiono ancora le piazze durante le proiezioni estive.
Per milioni di spettatori Bud Spencer non è stato soltanto un attore: è stato il simbolo di un cinema capace di unire umorismo, amicizia, giustizia e quelle indimenticabili scazzottate senza cattiveria che hanno fatto la storia.
Da campione di nuoto a leggenda del cinema
Prima di diventare Bud Spencer, Carlo Pedersoli era già una celebrità nello sport. Fu il primo italiano a nuotare i 100 metri stile libero in meno di un minuto, partecipò a Olimpiadi e competizioni internazionali e sembrava destinato a una vita lontana dai riflettori del cinema.
Tutto cambiò nel 1967 quando il regista Giuseppe Colizzi lo convinse ad accettare un ruolo nel western Dio perdona… io no!. Pedersoli aveva 38 anni e non era affatto interessato a fare l’attore. Accettò quasi per caso, convinto che sarebbe stata un’esperienza isolata.
Per esigenze commerciali gli venne chiesto di scegliere un nome americano. Nacque così Bud Spencer, unendo la sua birra preferita, la Budweiser, al cognome dell’attore che ammirava maggiormente, Spencer Tracy.
Una scelta destinata a entrare nella storia del cinema.
L’incontro con Terence Hill cambiò tutto
Sul set incontrò Mario Girotti, che proprio in quell’occasione adottò il nome d’arte di Terence Hill.
Nessuno dei due poteva immaginare che quella coppia sarebbe diventata una delle più amate della storia del cinema mondiale.
Dopo Dio perdona… io no! arrivarono I quattro dell’Ave Maria e La collina degli stivali, ma fu nel 1970 che esplose il fenomeno.
Con Lo chiamavano Trinità, diretto da Enzo Barboni (che firmava come E.B. Clucher), Bud Spencer e Terence Hill rivoluzionarono lo spaghetti western introducendo comicità, gag irresistibili e combattimenti diventati iconici.
Il film registrò il più alto incasso nella storia del cinema italiano dell’epoca e appena un anno dopo Continuavano a chiamarlo Trinità riuscì addirittura a superarne il successo.
Un successo che ha attraversato decenni
Gli anni Settanta consacrarono definitivamente Bud Spencer.
In coppia con Terence Hill interpretò altri grandi successi come …altrimenti ci arrabbiamo!, Pari e dispari, Io sto con gli ippopotami e molti altri, mentre da solo conquistò il pubblico con il personaggio del commissario Rizzo nella saga di Piedone, uno dei ruoli a cui rimase più affezionato.
Solo negli anni Settanta girò ben 21 film, diventando uno degli attori italiani più popolari anche all’estero.
Negli anni Ottanta arrivarono altri successi, tra cui Non c’è due senza quattro e Miami Supercops, prima della separazione artistica dalla storica spalla Terence Hill.
La televisione e il ritorno con Terence Hill
Negli anni successivi Bud Spencer si reinventò protagonista di fortunate serie televisive come Big Man, Extralarge, Noi siamo angeli e I delitti del cuoco, spesso lavorando insieme al figlio Giuseppe Pedersoli come sceneggiatore e produttore.
Nel 1994 regalò ai fan una delle reunion più attese tornando sul set con Terence Hill in Botte di Natale, diretto proprio da Hill.
L’ultima grande consacrazione arrivò nel 2010, quando Bud Spencer e Terence Hill ricevettero insieme il David di Donatello alla carriera, riconoscimento che premiava un sodalizio artistico capace di conquistare decine di milioni di spettatori in tutto il mondo.
Perché Bud Spencer continua a essere amatissimo
A dieci anni dalla sua scomparsa, Bud Spencer resta uno degli attori italiani più popolari di sempre.
I suoi film vengono riscoperti continuamente dai più giovani grazie allo streaming e ai social, dove le sue scene diventano meme, clip virali e video da milioni di visualizzazioni.
Ma il segreto del suo successo va oltre la nostalgia.
Bud Spencer rappresentava il gigante buono: forte ma generoso, capace di difendere i più deboli senza perdere il sorriso. In un cinema spesso dominato dalla violenza, lui e Terence Hill raccontavano un mondo dove si poteva vincere con il coraggio, l’amicizia e una risata.
Ed è forse proprio questo il motivo per cui, dieci anni dopo, Carlo Pedersoli continua a essere molto più di un attore.
Continua a essere uno di famiglia.




