Cinema

Hamnet – Nel nome del figlio: il film di Chloé Zhao al cinema dal 5 febbraio

Tra i titoli più celebrati dell’ultima stagione cinematografica, Hamnet – Nel nome del figlio si è imposto come uno dei drammi storici più intensi del 2025, raccogliendo consensi da critica e premi internazionali. Diretto da Chloé Zhao e tratto dall’omonimo romanzo di Maggie O’Farrell, il film è stato presentato in anteprima al Telluride Film Festival ed è entrato nella selezione dei migliori film dell’anno dell’American Film Institute.

Il riconoscimento è proseguito anche sul fronte dei premi: ai Golden Globe Awards, Hamnet ha vinto come Miglior Film, mentre Jessie Buckley ha ottenuto il premio come Miglior Attrice Protagonista, successo replicato anche ai Critics Choice Awards 2026.

La corsa agli Oscar 2026

Il film arriva agli Academy Awards 2026 con una presenza di peso, totalizzando sei nomination:

  • Miglior Film
  • Miglior Regia a Chloé Zhao
  • Miglior Attrice Protagonista a Jessie Buckley
  • Miglior Colonna Sonora Originale a Max Richter
  • Miglior Sceneggiatura Non Originale a Maggie O’Farrell e Chloé Zhao
  • Migliori Costumi

Un risultato che conferma l’impatto del film anche all’interno dell’industria hollywoodiana.

Il trailer del film

Un racconto intimo, lontano dal mito

Ambientato nell’Inghilterra rurale del XVI secolo, Hamnet – Nel nome del figlio racconta una storia di perdita e resilienza scegliendo una prospettiva inusuale. Al centro non c’è il genio letterario di William Shakespeare come figura monumentale, ma il dolore privato della sua famiglia, osservato attraverso lo sguardo della moglie Agnes, interpretata da Jessie Buckley.

Agnes e William Shakespeare, a cui dà volto Paul Mescal, vivono una quotidianità fragile insieme ai figli Susanna e ai gemelli Judith e Hamnet. La morte improvvisa del giovane Hamnet spezza questo equilibrio e apre una ferita profonda, che il film esplora con delicatezza, mostrando come il lutto trasformi i legami familiari e l’identità stessa dei personaggi.

La narrazione suggerisce un legame simbolico e storico tra il nome Hamnet e la nascita dell’Amleto, ricordando come all’epoca i due nomi fossero considerati intercambiabili. Ma la scelta di Zhao è chiara: il cuore del film è Agnes, donna capace di attraversare il dolore senza perdere la propria forza, diventando il vero fulcro emotivo del racconto.

Dietro le quinte: luoghi e visione artistica

Le riprese si sono svolte principalmente nell’Herefordshire, con alcune sequenze girate a Londra. Le scene ambientate al Globe Theatre sono state realizzate all’interno di una replica dell’edificio, costruita appositamente dalla scenografa Fiona Crombie.

La fotografia è firmata da Łukasz Żal, mentre la colonna sonora di Max Richter accompagna il film con un tessuto musicale minimale e profondamente emotivo, capace di amplificare il senso di sospensione tra vita, memoria e arte.

Un film sulla trasformazione del dolore

Hamnet – Nel nome del figlio si distingue per la sua capacità di trasformare un evento storico in un’esperienza universale, raccontando come il dolore possa diventare seme creativo e come l’amore sopravviva anche alla perdita più devastante. Un’opera silenziosa ma potente, che ha trovato nel pubblico e nei premi una conferma del suo valore, e che ora si presenta agli Oscar come uno dei titoli più solidi e riconosciuti dell’anno.

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