
Ieri si è svolta la conferenza stampa di presentazione di Roberto Mancini come nuovo CT dell’Italia e di Claudio Ranieri come nuovo DT azzurro. Accanto a loro era presente anche il Presidente FIGC Giovanni Malagò. L’allenatore torna sulla panchina della Nazionale a tre anni dall’addio per andare in Arabia Saudita. Ecco alcuni passaggi chiave delle sue parole, riportati da Sky Sport.
Il discusso addio della precedente esperienza: “Anticipo in molti chiarendo cosa è successo tre anni fa. Ci fu un problema di comunicazione tra me e il presidente Gravina, se ci fossimo parlati prima e meglio avremmo probabilmente risolto. Mi è dispiaciuto molto, per me la maglia della Nazionale è sempre stata molto importante. Per me è come aver perso l’amore della mia vita, significa che ho sbagliato e che quello che era stato fatto prima non contava nulla. Il destino mi ha dato un’altra opportunità grazie al presidente Malagò e ora sono qui per riscattarmi e riportare l’Italia dove merita”.
Se teme un’accoglienza non felice da parte dei tifosi: “Possibile che accada. Io però spero di costruire una squadra così bella e vincente da convincere i tifosi a innamorarsi di nuovo della Nazionale. Così magari perdonano anche me”.
L’obiettivo: “A prescindere da quello che è successo nel 2023, l’obiettivo è sempre vincere e giocare bene. Sono convinto che i giocatori ci siano e che siano bravi, soprattutto giovani”.
Quanto tempo spera di rimanere: “Io voglio vincere un trofeo importante, magari anche due. E poi rimanere anche più tempo della durata del mio contratto se possibile”.
Le nazionali giovanili con lo stesso modulo: “Le Under dovrebbero giocare tutte lo stesso modulo, dalla Under 18 in su. Per me già a 18 anni si possono lanciare i giocatori bravi e per questo sarebbe meglio avere un’identità tattica comune”.
Se questa Italia potrebbe vincere un Mondiale: “Quando ero ct la prima volta, molti giornalisti dicevano che eravamo la settima o l’ottava squadra in Europa. Poi siamo stati tre anni imbattuti e abbiamo vinto l’Europeo. Se l’Italia si qualificasse al Mondiale, come sarebbe normale, sarebbe sempre un’aspirante squadra alla vittoria finale, anche se non fosse tra le favorite”.




