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Terremoto nel ranking ATP: Sinner domina, Alcaraz perde 1.600 punti e Djokovic saluta la top 10

Lo US Open 2026 ridisegna gli equilibri del ranking ATP. L’eliminazione di Carlos Alcaraz ai quarti di finale contro Ben Shelton pesa soprattutto in termini di punti, mentre Jannik Sinner consolida nettamente il primato mondiale nonostante l’assenza a New York. A sorridere è anche Alexander Zverev, che ha davanti a sé una grande occasione per accorciare le distanze dalla vetta.

Ma il cambiamento più simbolico riguarda Novak Djokovic: il serbo uscirà dalla top 10 e, per la prima volta dopo quasi 24 anni, tra i primi dieci giocatori del mondo non comparirà nessuno dei Big Three.

Alcaraz eliminato da Shelton: 1.600 punti persi

Il ritorno di Carlos Alcaraz dopo oltre quattro mesi di stop per il problema al polso destro si è concluso ai quarti di finale. Lo spagnolo, campione in carica a New York, si è arreso a Ben Shelton dopo oltre quattro ore di battaglia.

Un risultato comunque importante considerando la lunga assenza, ma molto pesante per la classifica.

Alcaraz si era presentato allo US Open da numero 3 del mondo con 7.160 punti e soprattutto con i 2.000 della vittoria dell’anno precedente da difendere. I quarti gliene garantiscono soltanto 400: il bilancio è quindi di 1.600 punti persi, che faranno scendere il suo totale a 5.560.

La terza posizione non è immediatamente perduta, ma diventa decisamente meno sicura. Shelton, qualora riuscisse a vincere il torneo, potrebbe infatti raggiungere quota 5.380, avvicinandosi ulteriormente allo spagnolo.

Sinner sempre più lontano: quasi 6.000 punti su Alcaraz

Il risultato di New York modifica soprattutto la prospettiva della lotta per il numero uno.

Jannik Sinner, assente dallo US Open e quindi impossibilitato a difendere i 1.300 punti conquistati con la finale dell’edizione precedente, al termine del torneo dovrebbe ritrovarsi comunque con 11.500 punti.

Il confronto con Alcaraz diventa eloquente: nell’aggiornamento successivo allo Slam, l’italiano avrebbe 5.940 punti di vantaggio sullo spagnolo.

Sinner avrà 3.350 punti da difendere da qui alla conclusione della stagione, ma il margine accumulato gli permette di guardare con relativa tranquillità alla posizione di Alcaraz. Anche perché, in questo momento, il rivale più vicino non è più lo spagnolo.

Zverev può approfittarne: il numero 1 non è impossibile

Alexander Zverev è infatti destinato a rafforzare la seconda posizione mondiale.

Il tedesco ha iniziato lo US Open con 7.790 punti e un semplice terzo turno da difendere. Essendo arrivato almeno ai quarti, dove trova Botic Van De Zandschulp, salirà come minimo a 8.090 punti.

Una semifinale lo porterebbe a 8.490, mentre conquistando il titolo arriverebbe a 9.690 punti.

In quest’ultimo scenario Zverev si troverebbe a 1.810 lunghezze da Sinner, con appena 1.080 punti da difendere nel resto della stagione. Ancora più interessante sarebbe la situazione nella Race 2026: vincendo New York, il tedesco arriverebbe ad appena 500 punti da Jannik.

Con Alcaraz fuori dai giochi, lo US Open si trasforma quindi in un’occasione enorme per Zverev, sia per conquistare il secondo Slam della stagione sia per riaprire la corsa al vertice.

Shelton verso il numero 4, Cobolli perde terreno

Il successo su Alcaraz spalanca invece a Ben Shelton le porte dell’élite mondiale. Salvo una vittoria finale di Frances Tiafoe, l’americano dovrebbe chiudere lo US Open da numero 4 ATP, nuovo miglior ranking della carriera.

Shelton ha già la certezza di rientrare tra i primi cinque e il suo avanzamento coinvolge direttamente anche Flavio Cobolli.

L’italiano, arrivato a New York da numero 6 e fermatosi al terzo turno, dovrebbe scendere almeno al settimo posto. La permanenza tra i primi otto è comunque garantita, anche se un’eventuale finale di Tiafoe potrebbe spingerlo fino all’ottava posizione.

Più pesante il bilancio di Lorenzo Musetti. Eliminato al secondo turno e incapace di difendere i quarti del 2025, l’azzurro perde sei posizioni e passa dal numero 14 al numero 20.

Poco più indietro c’è Luciano Darderi, che grazie agli ottavi disputati a New York consolida la posizione numero 22.

Djokovic fuori dalla top 10: finisce un’era durata quasi 24 anni

La vera fotografia del cambiamento generazionale arriva però da Novak Djokovic.

La sconfitta al primo turno contro Mariano Navone costa al serbo i punti della semifinale raggiunta nel 2025 e soprattutto l’uscita dalla top 10 ATP. Djokovic dovrebbe scivolare almeno alla dodicesima posizione.

Non accadeva dal luglio 2018 che Nole si trovasse fuori dai primi dieci.

Ma c’è un dato ancora più impressionante. Con Roger Federer e Rafael Nadal ormai ritirati e Djokovic fuori dalla top 10, la classifica ATP del 14 settembre 2026 sarà la prima dal 2002 senza almeno uno dei Big Three nelle prime dieci posizioni.

Bisogna tornare al 7 ottobre 2002 per trovare una situazione simile. Federer era allora numero 13, mentre Nadal e Djokovic non erano ancora entrati stabilmente nel tennis professionistico. Il numero uno era Lleyton Hewitt e il miglior italiano, Davide Sanguinetti, occupava la 44ª posizione.

Sinner aveva poco più di un anno. Alcaraz non era ancora nato.

Quasi ventiquattro anni dopo, lo US Open 2026 non sta quindi modificando soltanto una classifica. Sta mettendo nero su bianco la fine di un’epoca e l’affermazione definitiva di una nuova generazione.

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