Banderas: Ai latini facevano fare solo i cattivi. Poi la svolta

Oggi Antonio Banderas è una star del cinema riconosciuta a livello mondiale. Ma all’inizio della sua avventura a Hollywood l’attore si trovò di fronte a difficoltà poste da un sistema che prevedeva regole ben definite. All’inizio degli anni ’90, infatti, nel cinema statunitense l’assegnazione dei ruoli aveva delle regole non scritte: con un determinato accento, come quello latino, un attore era etichettato come interprete di ruoli secondari o da antagonista.
In un’intervista rilasciata a The Times, l’attore spagnolo ha spiegato: “Come tutti i neri e i latini, ero lì per interpretare il cattivo“. Questa origine diversa, infatti, fungeva da minaccia facilmente riconoscibile. “Quello era lo spazio che ci veniva concesso“, ha precisato.
Poi, però, arrivò la svolta con La maschera di Zorro, film del 1998 diretto da Martin Campbell: un successo da oltre 250 milioni di dollari al botteghino, che impose l’attore come eroe protagonista del cinema popolare e commerciale. L’attore ha dichiarato: “Pochi anni dopo il mio arrivo negli Stati Uniti, avevo maschera, cappello, spada e mantello, e il cattivo era il Capitano Love: biondo e con gli occhi azzurri“.
Un altro esempio è l’aver prestato la voce al Gatto con gli Stivali, personaggio dell’universo di Shrek: “Il Gatto con gli Stivali è quasi più importante, perché è per i più piccoli. Vedono un gatto con l’accento andaluso che è un eroe buono“.




