Checco Zalone, ricevuta laurea ad honorem in pianoforte

Checco Zalone ha ricevuto la laurea ad honorem in Pianoforte Jazz nella sede di Rodi Garganico del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia. L’attore e regista campione d’incassi, all’anagrafe Luca Medici, nel corso della cerimonia ha tenuto una lectio magistralis, davanti a molti studenti.
“Ho iniziato quella cosa che fate voi musicisti, il solfeggio. Dopo due mesi, volevo denunciare al Telefono Azzurro mio padre”, ha esordito l’artista con la sua solita ironia. Zalone poi ha proseguito: “Ho iniziato a suonare un po’ ad orecchio in un periodo in cui c’erano le tastiere (gli arranger), delle cose orrende. Suonavo un accordo e la tastiera ti faceva tutto l’accompagnamento. È una cosa terribile che ha veramente rovinato un sacco di futuri musicisti. Un giorno si ruppe quella tastiera e capii che si poteva cominciare a mettere le mani sul pianoforte più seriamente, però poi mi sono bloccato lì. Io ho sempre desiderato fare il musicista, anche il jazzista. C’è stato un periodo nella mia vita in cui avevo questa velleità da jazzista, non ero bravissimo, però mi buttavo”.
Zalone ha rivolto un messaggio ai ragazzi, sempre col suo taglio ironico: “E’ una musica difficilissima. Dovete essere pronti a vivere nel disagio, nella povertà, e quei pochi soldi che guadagnerete, li spenderete anche a meretrici, perché il jazzista non s***a”. L’attore e regista ha raccontato il suo primo approccio con il jazz: “C’era la cantante di pianobar che faceva la bellissima canzone di Bruno Martino, che era Estate. Questo è stato forse il primo brano con degli accenni al jazz che ho imparato a suonare quando ero bambino“.




