Vonn torna a parlare: Futuro? Non mi piace chiudere la porta

In una lunga intervista rilasciata all’edizione USA di Vanity Fair, Lindsey Vonn è tornata a parlare dopo il terribile incidente dell’8 febbraio, nel SuperG delle Olimpiadi di Milano Cortina. La campionessa ha spiegato che si sentiva pronta: “Ero esattamente nello stato mentale in cui volevo essere. Ero pronta“.
A proposito delle urla dopo l’incidente, ha raccontato: “Avevo la gamba rotta. Gli sci erano ancora attaccati. La gamba era tutta storta e non riuscivo a togliermeli. Non potevo muovermi e urlavo chiedendo aiuto“. La statunitense poi era stata trasportata a Treviso, dove è stata sottoposta a quattro interventi chirurgici, a cui se n’è aggiunto un quinto negli Stati Uniti. In quei giorni aveva temuto addirittura l’amputazione della gamba sinistra: “Mi ci è voluto tutto l’autocontrollo possibile per non impazzire“.
A proposito di quanto è accaduto, Vonn ha chiarito: “Non voglio che la gente si fissi su questo incidente e non voglio essere ricordata per questo. Quello che ho fatto prima delle Olimpiadi non l’aveva mai fatto nessuno. Ero prima in classifica. Nessuno si ricorda che stavo vincendo“.
Poi, sul futuro, ha detto: “Non mi piace chiudere la porta a nulla, perché non sai mai che cosa può succedere. Non ho la minima idea di come sarà la mia vita tra due anni, o tre, o quattro. Potrei avere due figli. Potrei non averne e voler tornare a gareggiare. Potrei vivere in Europa. Potrei fare qualsiasi cosa. Con un infortunio del genere è difficile dire cosa succederà domani. È un disastro totale. Davvero, sento che sarebbe terribile se la mia carriera dovesse finire con quell’ultima discesa. Ho resistito solo 13 secondi. Ma sono stati 13 secondi veramente belli”.




