Vagnozzi: Jannik è come la pasta al pomodoro, vi spiego

Jannik Sinner è attualmente impegnato al Masters 1000 di Monte-Carlo, dove si è qualificato per i quarti di finale. Intanto, dal Principato, il suo allenatore Simone Vagnozzi ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sky Sport, in cui ha trattato diversi argomenti. Ecco le parole del coach del numero due al mondo.
Sulla terra rossa: “L’esperienza sulla terra di Jannik è migliore rispetto a due anni fa. Chiaramente arrivare sulle ali dell’entusiasmo di due vittorie come quelle ottenute a Indian Wells e Miami aiuta, perché la fiducia in questo sport è fondamentale. Ci sono stati degli episodi negli anni su questa superficie, come la partita con Tsitisipas, i tre match point contro Alcaraz a Parigi, quindi le occasioni per poter vincere un grande torneo anche su questa superficie ci sono state. Ha vinto a Umago in finale contro Alcaraz, per cui anche se non è la superficie preferita di Jannik, può fare benissimo”.
I progressi su smorzata e servizio: “Sta capendo meglio il momento in cui utilizzare il drop shot, su dove e quando farlo, se lungolinea o incrociato. Ora inizia a giocarla anche di rovescio, che è un colpo che può migliorare ancora. Nole è un maestro della smorzata sul rovescio, bisogna iniziare dagli allenamenti e poi automatizzare il tutto. Jannik è il primo che si vuole migliorare, è un giocatore in completa evoluzione sempre, in continua crescita. Questo poi è il segreto di tutti i campioni. Anche perché se non hai una ragione per entrare in allenamento motivato poi diventa difficile trovare le motivazioni”.
La risposta migliorata e l’importanza della flessibilità: “Ha fatto un progresso sotto questo aspetto, fino a poco tempo fa era una cosa che variava di game in game o un game avanti o vicino. Ora inizia anche a mischiare e questo è importante, soprattutto contro giocatori come Zverev o Medvedev, che a seconda di dove ti piazzi sanno che servizi utilizzare e invece in questo modo si trovano più spaesati. Abbiamo lavorato molto sulla sua flessibilità, nei match tre su cinque ci si può abituare a un tipo di gioco ed è importante essere camaleontici all’interno della partita“.
Un paragone culinario: “Parlando con Jannik, usiamo spesso l’esempio della pasta al pomodoro: se metti troppo sale non va bene, se non ce ne metti poco non va bene, se non metti il parmigiano o se ne metti troppo non funziona… Bisogna sempre trovare le giuste quantità, non bisogna stravolgere il suo gioco, che è quello di un attaccante da fondo campo, di uno che tira e che fa punti da fondo campo. Però dentro il suo piano tattico bisogna mettere la palla corta, la discesa a rete, il servizio…”.
La qualità migliore di Sinner: “Quella che io chiamo la sua capacità innata è il fatto di riuscire nella difficoltà a tirare fuori sempre il meglio di sé stesso. Si sveglia ogni mattina cercando di essere un giocatore migliore del giorno precedente: per un allenatore è veramente una qualità importante”.




