Bautista Agut annuncia il ritiro: Ho vissuto l’epoca d’oro

Roberto Bautista Agut ha deciso di appendere la racchetta al chiodo. A 38 anni, il tennista spagnolo ha annunciato il proprio ritiro, dopo una carriera in cui ha conquistato 12 titoli ATP, una Coppa Davis e una semifinale Slam a Wimbledon 2019, raggiungendo il numero 9 come best ranking.
Questo il suo messaggio su X: “La Copa del Rey de Tenis è stata il mio ultimo torneo da professionista. Mi faceva immensamente piacere che fosse in Spagna, e questo torneo emblematico era lo scenario perfetto per dire addio. Grato a tutti voi che siete stati con me durante questo viaggio, e al tennis per tutto quello che mi ha dato”.
Bautista Augut poi ha rilasciato delle parole all’ATP: “Apprezzo moltissimo la costanza della mia carriera, l’aver pianificato il mio percorso senza guardare le classifiche e il godere delle posizioni privilegiate che ho raggiunto al loro interno. Quando ripenso a ciò che ho realizzato, ne apprezzo ancora di più la difficoltà”.
La costanza negli anni: “Sono nella Top 100 da 16 anni e per dieci di questi anni sono stato praticamente sempre tra i primi 20, che è la cosa più difficile, perché ci sono sempre infortuni, periodi difficili e persino problemi personali. Essere riuscito a rimanere lì per così tanti anni è, credo, il più grande risultato della mia carriera, essere riuscito a essere tra i primi 20 o 25 al mondo per dieci anni”.
La chiusura del cerchio: “È il ciclo della vita. È giunto il momento, perché è così che mi sento. Arriva un momento in cui corpo e mente dicono basta. Bisogna saper ascoltare se stessi e allontanarsi dal circuito quando è il momento. Penso anche che fisicamente non sono più quello di una volta. Con le mie condizioni fisiche, non riesco a gestire quattro o cinque incontri a settimana. È ora di smettere“.
Obiettivi graduali: “Il mio obiettivo era entrare nella Top 100, poi nella Top 50, in seguito nella Top 20 e infine nella Top 10. È stato un duro lavoro, ma sono riuscito a raggiungere i miei obiettivi. Ho vinto un titolo sull’erba, poi sulla terra battuta, e volevo vincere anche sul cemento e al coperto. Queste erano le sfide che mi ero prefissato e che sono riuscito a superare”.
Sui big three: “Credo che siano stati la ragione principale del miglioramento generale del circuito. Hanno portato il livello del tennis a un’altezza mai raggiunta prima. La prima volta che ho affrontato Rafa, Novak e Roger, ho pensato: ‘Wow! Vediamo come me la cavo contro di loro‘. Le prime volte che li ho affrontati è stato uno shock per via della loro velocità, aggressività, livello tecnico, fisicità e forza. È stato impressionante”.
Anni bellissimi: “Ho vissuto l’epoca d’oro del tennis, ad altissimo livello, con giocatori fortissimi nella Top 10, i tabelloni erano praticamente chiusi, sono stati anni bellissimi“.




