Tamberi: Non percepisco distanza tra persona e personaggio

Gianmarco Tamberi è uno dei grandi protagonisti dell’atletica e più in generale dello sport italiano. Il saltatore in alto, a 34 anni, ha sorpreso di nuovo tutti con un 2026 strepitoso: quarto titolo Europeo, vincitore all’Ultimate Championships e vincitore ai Giochi del Mediterraneo. Grandi risultati e disciplina sportiva, abbinati a esultanze iconiche e carisma che lo hanno reso amato nel mondo e in parte anche discusso. Di tutto questo l’azzurro ha parlato in un’intervista a Tuttosport.
Persona e personaggio: “Non ho mai percepito una distanza tra la persona che sono e il personaggio che gli altri vedono, né in gara né nella vita privata. Vivo completamente quello che faccio: sacrifici, difficoltà, sconfitte e gioia per i risultati raggiunti. Per questo, quando realizzo qualcosa per cui ho lavorato così tanto, non riesco a trattenere le emozioni solo perché sono davanti alle telecamere. So che i miei festeggiamenti possono sembrare eccessivi, ma mostro semplicemente ciò che sento”.
Il rapporto con il pubblico: “A volte è il rumore di uno stadio intero a darmi la carica. Sentire 30-40mila persone urlare e aspettare il mio salto mi dà grande responsabilità e mi spinge a dare tutto. Altre volte, invece, ho bisogno dell’esatto contrario. È successo anche a Budapest, quando ho chiesto silenzio. Vedere 30mila persone ferme in attesa del salto è stato incredibile. Cambia lo stimolo, ma il principio rimane lo stesso: cerco di mettermi con le spalle al muro, perché quella responsabilità mi spinge a superare i miei limiti”.
Sioli lo ha definito un fratello maggiore. Per i giovani è un esempio: “È un piacere enorme sapere che hanno questa considerazione di me. Ho sempre cercato di condividere ciò che ho imparato, per aiutarli a evitare gli errori che ho commesso io. Preferisco avere al mio fianco atleti capaci di battere le altre Nazionali e spingermi a migliorare, piuttosto che preoccuparmi di essere battuto da loro. L’obiettivo è crescere insieme”.
Le tappe future: “Finire con i Mondiali a Roma, davanti al mio pubblico e con tantissima gente da Ancona e dalle Marche sarebbe stato bellissimo. L’epilogo perfetto di una carriera fatta di alti e bassi. Resto concentrato sul mio sogno: Los Angeles. Poi si vedrà”.




