Quanto costa davvero avere un cane o un gatto nel 2026? Le cifre sorprendono

Avere un cane o un gatto significa ricevere affetto ogni giorno, ma anche affrontare spese che spesso vengono sottovalutate. Tra alimentazione, visite veterinarie, prodotti per l’igiene e piccoli imprevisti, mantenere un animale domestico può incidere parecchio sul bilancio familiare. E nel 2026 i numeri raccontano una realtà che merita attenzione.
Secondo i dati diffusi da Eurispes il 2 ottobre 2026, in occasione della Giornata mondiale degli animali, oltre un italiano su tre condivide la propria vita con almeno un animale domestico. Ma il costo del loro mantenimento sta diventando un elemento sempre più importante nelle scelte delle famiglie.
Quanto costa, quindi, mantenere un cane o un gatto? E quali sono le spese che pesano maggiormente?
Quanto costa mantenere un cane o un gatto nel 2026?
Partiamo da un dato concreto. Secondo un’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG Different, realizzata a gennaio 2026 sulle spese sostenute nel 2025, mantenere un cane è costato mediamente 1.263 euro all’anno, mentre per un gatto la spesa media è stata di 767 euro.
Traducendo queste cifre in una spesa mensile indicativa, il risultato è piuttosto significativo:
- Cane: circa 105 euro al mese.
- Gatto: circa 64 euro al mese.
Naturalmente si tratta di valori medi, non di tariffe fisse. Le dimensioni dell’animale, l’età, le condizioni di salute, il tipo di alimentazione e le abitudini della famiglia possono modificare sensibilmente il conto finale.
Un cane di grossa taglia, ad esempio, può avere esigenze alimentari molto diverse da quelle di un cane di piccola taglia. Allo stesso modo, un gatto anziano che necessita di controlli periodici può comportare spese maggiori rispetto a un animale giovane e in buona salute.
I nuovi dati Eurispes: mantenere un animale costa sempre di più
La fotografia pubblicata da Eurispes a ottobre 2026 conferma quanto il tema economico sia diventato centrale.
Il 57,9% dei proprietari dichiara di spendere tra 31 e 100 euro al mese per i propri animali domestici. Oltre un quarto supera invece i 100 euro mensili e il 2,6% arriva a spendere più di 300 euro.
Soltanto il 16% riesce a mantenere la propria spesa al di sotto dei 30 euro mensili.
Il confronto con il passato è particolarmente interessante: nel 2015, infatti, il 45,9% degli intervistati dichiarava una spesa inferiore ai 30 euro al mese.
In poco più di dieci anni, quindi, la quota di chi rientra nella fascia di spesa più bassa si è ridotta drasticamente.
Un cambiamento che può riflettere sia il peso dei rincari sia una maggiore attenzione verso alimentazione, salute e benessere degli animali.
Quali sono le spese più importanti per un cane?
L’alimentazione rappresenta una delle principali voci del bilancio.
Secondo l’indagine Facile.it–EMG Different, per i cani la spesa alimentare media rilevata nel 2025 è stata di circa 358 euro all’anno.
Seguono, tra le voci analizzate, i servizi di pet sitter e asilo, con una media di 202 euro, e le spese veterinarie, pari a 193 euro.
Questi importi non rappresentano tutte le uscite necessarie e non devono essere considerati un preventivo valido per ogni proprietario.
A incidere sul budget possono esserci anche antiparassitari, accessori, eventuale toelettatura, trasporti e altre necessità quotidiane.
Prima di adottare un cane è quindi importante valutare non soltanto le spese iniziali, ma soprattutto quelle che si ripeteranno nel corso degli anni.
E per un gatto? Attenzione alle spese che sembrano piccole
Il mantenimento di un gatto risulta mediamente meno costoso rispetto a quello di un cane, ma anche in questo caso le spese possono accumularsi.
Dalla stessa indagine emerge una spesa media annua di circa 240 euro per l’alimentazione, seguita da 107 euro per le cure veterinarie e 82 euro per lettiere, sabbie e traverse.
Sono costi che, presi singolarmente, possono sembrare contenuti, ma che diventano significativi quando vengono sommati nell’arco di dodici mesi.
Inoltre, un gatto può vivere molti anni e richiedere attenzioni specifiche con l’avanzare dell’età.
Per questo il costo di mantenimento andrebbe considerato come un impegno a lungo termine, non soltanto come una spesa mensile.
Le visite veterinarie impreviste possono cambiare tutto
C’è poi una voce che nessun proprietario può prevedere con precisione: quella delle emergenze sanitarie.
L’indagine Facile.it ha rilevato che circa 4,1 milioni di proprietari hanno dovuto affrontare spese veterinarie impreviste superiori a 500 euro.
Una visita urgente, un esame diagnostico, un intervento chirurgico o una terapia prolungata possono far aumentare rapidamente il budget necessario.
Il dato più delicato riguarda proprio le conseguenze economiche: secondo la stessa ricerca, quasi quattro milioni di proprietari hanno dichiarato di aver rimandato visite veterinarie o esami diagnostici per motivi economici.
Un aspetto che evidenzia quanto sia importante prevedere, quando possibile, una piccola riserva dedicata alle necessità sanitarie dell’animale.
Rinunciare o ritardare controlli necessari, infatti, può compromettere il benessere dei nostri amici a quattro zampe.
Un italiano su tre vive con un animale domestico
Nonostante le difficoltà economiche, cani e gatti continuano a occupare un posto speciale nelle case degli italiani.
Secondo Eurispes, nel 2026 il 33,7% degli intervistati possiede almeno un animale domestico.
Tra gli animali accolti, il cane torna al primo posto con il 41%, seguito dal gatto con il 37,1%.
La presenza complessiva di animali nelle famiglie registra però una diminuzione rispetto al 2025, quando la percentuale di proprietari aveva raggiunto il 40,5%.
Un segnale che invita a riflettere anche sulle difficoltà che possono accompagnare la decisione di accogliere un nuovo compagno di vita.
Il dato che fa riflettere: c’è chi rinuncia a un animale per motivi economici
Tra i risultati più significativi dell’analisi Eurispes emerge una tendenza che va oltre il semplice aumento dei prezzi.
Il 23% di chi possiede già animali ha rinunciato ad accoglierne altri per ragioni economiche.
Anche tra chi non possiede animali, l’11,4% dichiara di aver dovuto rinunciare per motivi legati ai costi.
Non si tratta necessariamente di una mancanza di affetto o di interesse, ma della consapevolezza che accogliere un animale comporta responsabilità concrete.
Cibo, cure, tempo e attenzioni devono essere garantiti durante tutta la sua vita.
Come risparmiare senza rinunciare al benessere di cani e gatti
Risparmiare è possibile, ma è fondamentale distinguere le spese superflue da quelle necessarie.
Acquistare formati convenienza, confrontare il prezzo al chilogrammo degli alimenti e approfittare delle promozioni può aiutare a contenere i costi. Naturalmente, qualsiasi cambiamento importante nella dieta dovrebbe rispettare le esigenze nutrizionali dell’animale.
Anche una buona prevenzione sanitaria può contribuire a evitare problemi più seri, purché controlli e trattamenti siano concordati con il veterinario.
Per chi sta pensando di adottare un cane o un gatto, un’altra buona abitudine consiste nel preparare un budget annuale che comprenda sia le spese ordinarie sia una somma destinata agli imprevisti.
Le eventuali assicurazioni sanitarie possono essere valutate confrontando attentamente coperture, esclusioni, franchigie e limiti di rimborso.
Quanto vale davvero la compagnia di un animale?
I numeri raccontano una realtà economica concreta, ma non possono misurare ciò che un cane o un gatto rappresenta per chi lo accoglie.
La compagnia quotidiana, il legame emotivo e le piccole abitudini condivise fanno ormai parte della vita di milioni di persone.
E proprio perché questo rapporto è così importante, è fondamentale non sottovalutare gli impegni che comporta.
Accogliere un animale non significa soltanto aprirgli la porta di casa, ma garantirgli cure, attenzioni e sicurezza per tutta la vita.
Sapere quanto costa davvero mantenerlo è il primo passo per fare una scelta consapevole. Perché l’amore per gli animali si dimostra anche attraverso la responsabilità.




