Ha la testa trasparente e gli occhi che ruotano: il rarissimo pesce filmato negli abissi

Sembra una creatura uscita da un film di fantascienza, eppure esiste davvero. Ha la testa completamente trasparente, due grandi occhi verdi che possono ruotare all’interno del cranio e vive nelle profondità dell’oceano, dove la luce del Sole arriva a malapena. Si chiama Macropinna microstoma ed è uno dei pesci più sorprendenti mai osservati dagli scienziati.
Il 28 ottobre 2026, il Monterey Bay Aquarium Research Institute (MBARI), uno dei principali centri di ricerca oceanografica al mondo, ha annunciato un nuovo e rarissimo incontro con questo animale.
Il pesce è stato individuato a circa 600 metri di profondità, al largo della California, e ripreso per la prima volta in 4K dai ricercatori dell’istituto.
Un avvistamento eccezionale: in quasi quarant’anni di esplorazioni e migliaia di immersioni robotiche, MBARI ha incontrato questa specie soltanto undici volte.
Il pesce con la testa trasparente filmato negli abissi
La scoperta è avvenuta durante una spedizione scientifica denominata Diving Deep for Delicate Drifters, condotta a bordo della nave da ricerca David Packard.
Il gruppo di scienziati stava esplorando le acque del Pacifico, a circa 90 chilometri dalla costa californiana, utilizzando il robot sottomarino Doc Ricketts.
La missione aveva come obiettivo principale lo studio degli organismi gelatinosi che vivono negli oceani, come meduse, sifonofori e ctenofori.
Durante il rientro del robot verso la superficie, però, la ricercatrice Shannon Johnson ha notato qualcosa di insolito nelle immagini trasmesse dalle telecamere.
Era proprio un esemplare di Macropinna microstoma.
Gli operatori hanno immediatamente interrotto la risalita per osservare e documentare l’animale. La squadra ha sperimentato diverse condizioni di illuminazione per mettere in evidenza la sua incredibile struttura cranica.
Il robot è riuscito inoltre ad avvicinarsi abbastanza da ottenere riprese stereoscopiche in 3D, oltre al filmato in altissima definizione.
È la prima volta che MBARI riesce a documentare questa specie in 4K, un risultato che permetterà di studiarne con maggiore precisione gli straordinari adattamenti visivi.
Perché questo pesce ha la testa trasparente?
La caratteristica più sorprendente del Macropinna microstoma è la cupola trasparente che ricopre la parte superiore della testa.
Non si tratta di un effetto ottico o di una particolare illuminazione: il pesce possiede realmente una struttura gelatinosa attraverso la quale è possibile osservare i suoi occhi.
Questa conformazione gli permette di guardare verso l’alto mentre nuota nelle profondità marine.
Nella cosiddetta zona crepuscolare dell’oceano, la luce solare è estremamente debole. Per trovare cibo, molti animali devono individuare piccoli movimenti, ombre o segnali luminosi quasi impercettibili.
Il pesce dalla testa trasparente ha sviluppato una soluzione evolutiva particolarmente sofisticata: i suoi occhi possono osservare ciò che accade sopra di lui, individuando le sagome delle possibili prede.
Quando identifica qualcosa di interessante, può modificare l’orientamento degli occhi per seguirne i movimenti.
Quelle due sfere verdi sono davvero i suoi occhi
Osservando una fotografia del Macropinna microstoma, è facile commettere un errore.
Le due piccole strutture scure visibili sulla parte anteriore del muso sembrano occhi, ma in realtà sono organi olfattivi.
I veri occhi sono le due grandi strutture verdi che si trovano all’interno della cupola trasparente.
Hanno una forma tubolare, simile a quella di due piccoli telescopi, e possono ruotare per cambiare direzione dello sguardo.
Secondo MBARI, la pigmentazione verde delle lenti potrebbe svolgere una funzione di filtraggio della luce, aiutando l’animale a distinguere i segnali luminosi utili per individuare le prede.
È un adattamento particolarmente importante in un ambiente dove la visibilità è estremamente limitata.
Quanto è grande il Macropinna microstoma?
Nonostante il suo aspetto insolito, questo pesce non è un gigantesco mostro degli abissi.
Al contrario, è un animale relativamente piccolo.
Secondo la scheda scientifica del Monterey Bay Aquarium Research Institute, il Macropinna microstoma può raggiungere una lunghezza di circa 15 centimetri.
Vive generalmente a profondità comprese tra 460 e 800 metri, nel Pacifico settentrionale.
Il suo corpo presenta pinne relativamente ampie, che contribuiscono a mantenerlo stabile mentre osserva l’ambiente circostante.
Questa capacità di rimanere quasi immobile nell’acqua gli permette di cercare cibo senza compiere continui spostamenti.
Di cosa si nutre il pesce dalla testa trasparente?
Il Macropinna microstoma si nutre principalmente di piccoli organismi presenti nella colonna d’acqua, tra cui crostacei e altre forme di zooplancton.
Gli scienziati ritengono che la particolare struttura della sua testa possa offrire un vantaggio anche durante la ricerca di cibo vicino ai sifonofori, organismi gelatinosi dotati di tentacoli urticanti.
La cupola trasparente potrebbe infatti contribuire a proteggere gli occhi mentre il pesce si avvicina a piccole prede presenti in prossimità dei tentacoli.
Si tratta di una delle ipotesi avanzate dai ricercatori per spiegare l’evoluzione di questa insolita caratteristica anatomica.
Un incontro rarissimo: soltanto 11 avvistamenti in quasi 40 anni
Il dato che rende ancora più interessante la nuova ripresa riguarda la rarità degli incontri documentati da MBARI.
Nel corso di quasi quarant’anni, l’istituto ha effettuato circa 7.000 immersioni con robot sottomarini e raccolto più di 41.000 ore di filmati delle profondità oceaniche.
Eppure, in tutto questo tempo, i ricercatori hanno osservato il Macropinna microstoma soltanto undici volte.
L’ultimo incontro precedente risaliva al 2021.
Naturalmente questo non significa che in natura esistano pochissimi esemplari: il numero si riferisce esclusivamente agli avvistamenti effettuati dall’istituto durante le sue esplorazioni.
Studiare questi animali è estremamente difficile perché vivono in un ambiente vastissimo, poco accessibile e ancora in gran parte inesplorato.
Perché il nuovo video in 4K è importante per la scienza
La nuova registrazione non è soltanto uno spettacolare documento naturalistico.
Per gli scienziati rappresenta anche un’opportunità di osservare dettagli anatomici e comportamentali difficilmente distinguibili nelle riprese precedenti.
Il team di ricerca di MBARI studia in particolare il modo in cui gli animali marini utilizzano la luce per orientarsi, cacciare e sopravvivere.
Le immagini ravvicinate degli occhi del Macropinna microstoma potrebbero aiutare a comprendere meglio i meccanismi della visione nelle profondità oceaniche.
I ricercatori hanno scelto di non catturare l’esemplare, privilegiando la raccolta di osservazioni e immagini nel suo ambiente naturale.
Un approccio che consente di documentare l’animale vivo, con le sue caratteristiche anatomiche intatte.
Quanti altri animali sorprendenti si nascondono negli oceani?
Il pesce dalla testa trasparente è soltanto uno dei numerosi esempi di adattamenti straordinari sviluppati dagli organismi che abitano gli ambienti più profondi del pianeta.
In assenza di luce abbondante, alcuni animali producono segnali luminosi attraverso la bioluminescenza, altri possiedono organi sensoriali particolarmente sviluppati e altri ancora hanno corpi quasi invisibili.
Il Macropinna microstoma dimostra quanto l’evoluzione possa produrre soluzioni sorprendenti per affrontare condizioni estreme.
E il nuovo filmato del 2026 ci ricorda anche quanto sia ancora limitata la nostra conoscenza della vita negli abissi.
Un pesce di appena 15 centimetri, con gli occhi nascosti dentro una testa trasparente, è riuscito a sorprendere ancora una volta scienziati abituati a esplorare le profondità marine.
La prova che, sotto la superficie degli oceani, esiste un mondo che continua a riservarci scoperte straordinarie.




