Capelli che cadono in autunno? Ecco perché succede e quando preoccuparsi

A settembre e ottobre molte persone notano più capelli del solito sulla spazzola, nella doccia o sul cuscino. La cosiddetta caduta stagionale esiste, ma non sempre l’autunno è il vero responsabile. Ecco cosa sappiamo e quando è meglio approfondire.
Arriva l’autunno e insieme alle giornate che si accorciano torna una delle preoccupazioni beauty più comuni del periodo: la caduta dei capelli.
Basta una doccia o una passata di spazzola per avere l’impressione di perderne molti più del normale. Ma è davvero colpa del cambio di stagione?
In parte sì. Diversi studi condotti nel corso degli anni hanno osservato una certa stagionalità nel ciclo di crescita dei capelli, con un aumento dei capelli nella fase di riposo e della successiva caduta tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno.
Questo non significa però che qualsiasi perdita di capelli a settembre o ottobre possa essere liquidata come un semplice fenomeno stagionale.
Quanti capelli è normale perdere ogni giorno?
Per prima cosa bisogna ricordare che perdere capelli è del tutto normale.
Il capello attraversa infatti un ciclo costituito da diverse fasi: crescita, transizione, riposo e infine caduta. Nel frattempo, nella maggior parte dei casi, un nuovo capello inizia il proprio ciclo all’interno del follicolo.
Secondo l’American Academy of Dermatology e il Manuale MSD, è normale perdere indicativamente tra 50 e 100 capelli al giorno.
Naturalmente nessuno deve mettersi a contarli uno per uno. Il dato serve soprattutto a capire che trovare alcuni capelli sul cuscino, sulla spazzola o durante lo shampoo non significa automaticamente avere un problema di alopecia.
Perché in autunno possono cadere più capelli?
La cosiddetta caduta stagionale dei capelli non è soltanto una credenza popolare.
Alcuni studi hanno osservato un andamento stagionale del ciclo del capello, con una maggiore presenza di capelli nella fase telogen tra l’estate e l’inizio dell’autunno.
La fase telogen è quella di riposo che precede la caduta del capello.
In altre parole, ciò che vediamo cadere all’inizio dell’autunno può essere il risultato di cambiamenti del ciclo iniziati già nei mesi precedenti.
Non tutte le persone, però, mostrano lo stesso andamento e la stagionalità non deve diventare una spiegazione automatica per qualsiasi tipo di diradamento.
Caduta stagionale o telogen effluvium?
Un termine che ricorre spesso quando si parla di capelli è telogen effluvium, cioè un aumento della quantità di capelli che entra nella fase di riposo e successivamente cade.
Può manifestarsi anche alcuni mesi dopo un evento che ha sottoposto l’organismo a uno stress importante.
Tra i possibili fattori associati ci sono una malattia accompagnata da febbre, un intervento chirurgico, un’importante perdita di peso, il periodo successivo al parto, alcune variazioni ormonali o farmacologiche e forti periodi di stress fisico o psicologico.
Per questo motivo può capitare di attribuire all’autunno una caduta che, in realtà, ha avuto il suo fattore scatenante mesi prima.
Nella maggior parte dei casi di telogen effluvium legato a un evento temporaneo, la situazione tende progressivamente a normalizzarsi una volta eliminata la causa.
E se non fosse il cambio di stagione?
È probabilmente la domanda più importante.
Dietro una perdita di capelli significativa possono esserci cause molto diverse: alopecia androgenetica, alopecia areata, alterazioni della tiroide, carenze nutrizionali, farmaci, stress importante o alcune patologie del cuoio capelluto.
Per questo acquistare immediatamente uno shampoo anticaduta o un integratore non è necessariamente la soluzione corretta.
La strategia dipende dalla causa.
Anche una carenza di ferro, zinco o altri nutrienti può essere associata alla perdita dei capelli, ma questo non significa che assumere integratori senza aver accertato una reale carenza faccia automaticamente crescere più capelli.
Quando la caduta dei capelli dovrebbe insospettire?
Un aumento temporaneo e diffuso della caduta può essere compatibile con un fenomeno stagionale.
È invece opportuno parlarne con il medico o con un dermatologo se la perdita continua a essere importante nel tempo, se compare un evidente diradamento oppure se si osservano chiazze prive di capelli, arretramento dell’attaccatura, prurito intenso, arrossamento, desquamazione o dolore del cuoio capelluto.
Particolare attenzione anche quando la perdita è improvvisa o nettamente diversa dal solito.
Individuare la causa è infatti uno degli aspetti più importanti per poter intervenire correttamente.
Scalp care: nel 2026 la cura dei capelli parte dalla cute
Intanto il mondo beauty sta cambiando approccio.
Uno dei grandi trend haircare del 2026 è proprio la scalp care, ovvero l’attenzione al cuoio capelluto con una filosofia sempre più simile a quella della skincare.
Sieri per la cute, prodotti esfolianti, trattamenti pre-shampoo e formule dedicate al mantenimento della barriera del cuoio capelluto sono diventati protagonisti delle nuove routine.
Il concetto di fondo ha senso: il follicolo si trova nella cute e mantenere il cuoio capelluto in buone condizioni fa parte della normale cura dei capelli.
Attenzione però a non confondere cosmetica e terapia.
Uno shampoo delicato o un prodotto idratante possono essere utili per il comfort e la cura della cute, ma un cosmetico non può risolvere indistintamente tutte le cause di perdita dei capelli.
Cosa fare quindi in autunno?
La prima regola è osservare cosa sta succedendo senza farsi prendere dal panico.
Se per alcune settimane sembra esserci qualche capello in più nella doccia, senza diradamenti evidenti o altri sintomi, potrebbe trattarsi della normale oscillazione del ciclo del capello.
Nel frattempo è utile evitare trattamenti particolarmente aggressivi, calore eccessivo e acconciature che mantengono i capelli costantemente in trazione, seguendo una normale alimentazione equilibrata e prendendosi cura anche del cuoio capelluto.
Se invece la caduta appare molto più intensa del solito, continua nel tempo o modifica visibilmente la densità dei capelli, la cosa più utile non è provare una lunga serie di prodotti: è capire perché sta avvenendo.
Ed è proprio questa la differenza tra una semplice caduta stagionale e un problema che merita di essere approfondito.
Domande frequenti sulla caduta dei capelli in autunno
Quanto dura la caduta dei capelli in autunno?
La maggiore caduta stagionale può protrarsi per alcune settimane. Se il fenomeno continua a lungo, diventa particolarmente intenso o provoca un diradamento evidente, è consigliabile rivolgersi a un medico o dermatologo.
Perché i capelli cadono di più a settembre e ottobre?
Il ciclo del capello può mostrare variazioni stagionali. Alcuni studi hanno osservato una maggiore presenza di capelli nella fase telogen tra estate e inizio autunno, fase che precede la caduta.
Gli integratori servono contro la caduta stagionale?
Non necessariamente. Gli integratori possono essere indicati in presenza di specifiche carenze, ma assumerli senza averne accertato la necessità non significa automaticamente ridurre la caduta dei capelli.
Le informazioni contenute nell’articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere del medico o dello specialista.




