La vignetta dedicata ai Mondiali di Calcio appena terminati
E’ dedicata ai Mondiali di Calcio appena terminati la vignetta realizzata questa settimana da Lele Corvi in esclusiva per Voto 10.
Il Mondiale 2026 ha segnato un punto di svolta, ma non necessariamente nella direzione che molti appassionati speravano. La Coppa del Mondo disputata tra Stati Uniti, Canada e Messico, con un formato allargato a 48 nazionali, ha mostrato un calcio sempre più modellato sulle logiche dell’intrattenimento americano con stadi spettacolari, produzioni televisive imponenti, cerimonie, effetti speciali e una narrazione costruita per il grande pubblico globale. Il rischio, però, è che lo spettacolo abbia finito per occupare più spazio del gioco.
La finale tra Spagna e Argentina, decisa da un gol di Ferran Torres nei tempi supplementari, è stata emblematica di questa trasformazione (basti pensare all’intervallo di quasi mezz’ora tra il primo e il secondo tempo). L’attesa, i collegamenti, gli eventi collaterali e la spettacolarizzazione hanno occupato una parte sempre più consistente del racconto relegando spesso il calcio, in teoria il vero protagonista, in secondo piano.
La vittoria della Spagna resterà negli almanacchi, così come l’addio mondiale di Lionel Messi. Ma il ricordo di questa edizione sarà probabilmente legato soprattutto alla sensazione che il Mondiale di calcio stia cambiando pelle. Da competizione sportiva capace di fermare il mondo a prodotto globale d’intrattenimento, pensato per soddisfare televisioni, sponsor e piattaforme. Un’evoluzione forse inevitabile, ma che lascia aperta una domanda… quanto spazio resta ancora per il calcio, quando tutto il resto diventa protagonista?





