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Sinner Re di Roma: gli Internazionali tornano in Italia 50 anni dopo

Jannik Sinner non si ferma più. Il numero uno del mondo ieri ha trionfato agli Internazionali d’Italia, battendo in finale il norvegese Casper Ruud con un doppio 6-4, in un’ora e 45 minuti. Il torneo di Roma, quindi, è tornato nelle mani di un italiano esattamente a 50 anni dal successo di Adriano Panatta, presente alla premiazione insieme al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

L’azzurro continua a scrivere e riscrivere record. Arrivato a 34 vittorie consecutive nei Masters 1000, ha anche completato il set, vincendoli tutti e 9. E’ il secondo a riuscirci dopo Djokovic, ma a 24 anni è diventato il più giovane a farlo, perché il serbo aveva raggiunto questo traguardo solo a 31 anni. L’altoatesino è diventato il primo a vincerne 6 di fila e il secondo a vincere i tre Masters 1000 sulla terra rossa (Monte Carlo, Madrid e Roma) nello stesso anno, dopo che Rafael Nadal ci era riuscito nel 2010. Dopo il trionfo, Sinner ha parlato in conferenza stampa.

La finale: “La finale era difficile, per l’orario con tanto sole e ombra. Per un’ora non è stato semplice. E poi il vento cambiava, era difficile giocare bene a tennis. Sentivo pressione prima della partita, la cosa più normale che ci sia. Sapevo per cosa giocavo. Ho cercato di restare calmo, anche se non sono partito benissimo. Dopo mezz’oretta mi sono sentito meglio, all’inizio ho faticato a entrare. La giornata è stata importante per il tennis italiano, partendo dal doppio (vittoria di Bolelli e Vavassori, ndr)“.

Completato il Golden Masters: “Completare il Golden Masters a Roma è bellissimo. Qui metto tanta attenzione, molte emozioni. Per un italiano è uno degli eventi più importanti, e significa molto vincere qui”.

Sulla possibilità di vincere tutti e 9 i Masters 1000 in questa stagione: “Secondo me non è realistico, è impossibile stare così come sto giocando per tutta la stagione”.

I prossimi obiettivi: “Il mio obiettivo resta Parigi. Ma quello che ho fatto fino a ora è incredibile. Adesso devo fare tutte le cose giuste. Ma non mi voglio neanche mettere troppa pressione. Devo staccare e non pensare troppo al tennis. Per me la cosa più importante è il corpo. Abbiamo scelto di non giocare alcun torneo su erba prima di Wimbledon. Se giochiamo poco prima, sarà possibile giocare poi in Canada”.

L’avvicinamento al Roland Garros: “Nei prossimi giorni mi allenerò poco, zero tennis. Voglio stare con la mia famiglia, staccare dal tennis. Mi preparerò direttamente a Parigi. Ora è importante riposare”.

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