
Ieri Marco Bezzecchi ha trionfato nel Gran Premio d’Italia della MotoGP, davanti a Jorge Martin e Pecco Bagnaia. Una giornata storica per il pilota italiano, che ha vinto per la prima volta al Mugello, travolto e osannato dall’entusiasmo del pubblico di casa. Inoltre, si è trattato anche del primo successo su questo circuito di Aprilia. che si è tolta la soddisfazione di un’altra doppietta in questa stagione. Il Bez, quindi, ha allungato in testa al Mondiale, portandosi a +17 su Martin. Dopo la gara, il leader del campionato ha parlato a Sky Sport.
L’emozione della vittoria al Mugello: “Senza il supporto di tutte queste persone che erano qui, veramente di tutti, tutto sarebbe più difficile, quasi impossibile. Bellissimo: è un sogno che avevo da quando ho memoria. Il mio babbo e la mia mamma portavano me e Silvia, perché Laura era appena nata, a vedere le gare qua, ma dappertutto, anche ad Assen. Siamo sempre stati veramente appassionati. Vincere qui è una cosa che non potevo neanche immaginare come fosse e infatti ha superato tutte le aspettative, perché è un’emozione veramente incredibile”.
L’analisi della gara: “All’inizio, quando Pecco mi ha passato, andava forte e io non volevo esagerare. Avevo già scaldato tutto, quindi ho fatto qualche giro non troppo attaccato per cercare di non perdere contatto senza stressare troppo tutto: gomme e temperature in generale. Poi ho iniziato a vedere che Pecco un po’ faticava e in quel momento avevo un secondo su Martin. Poi il giro dopo 0.7, quindi ho detto: ‘Ok, ora è il momento di passare e provare a vedere se ne ho per andar via’. Sono riuscito a passarlo alla uno e dopo mi sono messo giù, con l’aria un po’ più fresca davanti si è ripresa la moto e sono riuscito ad andar forte. Ho visto che il vantaggio aumentava sempre di più, però non volevo mollare perché avevo una paura devastante di deconcentrarmi. Poi cominciavo a veder che si muoveva tutto fuori, la gente in piedi, quindi era veramente tostissima. Però bellissimo”.
Il casco dedicato a Zanardi: “Questa è la cosa che mi fa più piacere. Io purtroppo non ho avuto la fortuna di conoscerlo, l’ho sempre ammirato da lontano come credo la maggior parte di noi. E la sua storia è sempre stata assurda, incredibile. Ho visto dopo dopo l’accaduto, purtroppo, il tributo che gli è stato fatto dalla Formula 1 e mi sono detto: ‘Dovrei fare qualcosa, perché ora sono in una posizione che spacca e magari è una cosa che può arrivare’. E sono molto contento”.




