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Sara Curtis: Sono fiera di far parte di questa nazionale femminile

Gli Europei di nuoto di Parigi hanno visto nascere definitivamente la stella di Sara Curtis. Nella grande prova della squadra italiana, una delle protagoniste più brillanti è stata la 19enne (domani, 19 agosto, compirà 20 anni) di Savigliano.

A livello individuale, la giovane azzurra ha vinto l’oro nei 50 dorso, realizzando due record del mondo in semifinale e poi in finale, il bronzo nei 50 e nei 100 stile libero. In staffetta, poi, ha conquistato gli argenti con 4×100 stile libero e la 4×100 misti e il bronzo nella 4×100 stile libero mista. Intervistata da La Repubblica, Curtis ha raccontato le emozioni di questo Europeo parigino. Ecco le sue parole.

Le medaglie e la forza delle donne della Nazionale: “Tutte le medaglie mi hanno lasciato emozioni forti e diverse. L’oro nei 50 dorso mi ha dato molta soddisfazione, era la gara su cui c’erano più aspettative e me la sono vissuta da protagonista. Ma anche il bronzo nei 50 stile non è stato semplice, arrivato il giorno dopo una notte complicata in cui ho dovuto resistere all’ossessione di riguardarmi la gara o stare sui social. Avevo paura di arrivare quarta e rimanerci male, ma anche le due staffette hanno avuto un significato molto speciale, direi sociale perché da questo Europeo spero si sia percepito quanto siamo forti noi donne, abbiamo una marcia in più e sono fiera di far parte di questa nazionale femminile. Condividere il podio dei 50 stile col mio idolo Sarah Sjostrom, una campionessa tornata a gareggiare a 33 anni, uno dopo aver avuto il figlio Adrian mi ha particolarmente emozionato. Spero che da questi esempi derivino i giusti meriti”.

La famiglia: “Quanto ha influito mia madre Helen sulla formazione del mio carattere? Sono figlia di due culture, ma i miei genitori indipendentemente da dove siano nati e cresciuti, si sono semplicemente dati da fare. Per questo non amo il vittimismo, evito chi si lamenta sempre della propria vita e rimane a un punto x. La mia è una famiglia come tante non c’è niente di diverso e speciale rispetto alle altre. Mia madre prendeva i permessi al lavoro per accompagnarmi in piscina e con mio padre mi ha trasmesso disciplina e regole. Credo di non aver mai disubbidito”.

I complimenti di Sinner: “Al calcio va riconosciuto il ruolo storico e mediatico che ha ma questo non giustifica i commenti ignoranti e arroganti sulle nostre discipline. Non lo elemosino, ma un calciatore non sarebbe mai sceso dal suo piedistallo per farmi i complimenti come ha fatto Jannik Sinner”.

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